Come resuscitare un morto

Esiste la possibilità di resuscitare un morto?

Resurrezione: è davvero possibile?

Quello della possibilità di resuscitare un morto è un tema molto discusso che divide da sempre medici, credenti, ricercatori e altri studiosi. Tra questi, in particolare, di grande fama e notorietà è il Dott. Sam Parnia, della Stony Brook University School of Medicine, che da molti anni si chiede se e come sia possibile resuscitare un morto. In particolare, in un suo libro “Erasing Death: The Science That is Rewriting the Boundaries Between Life and Death” (“Cancellare la morte: la scienza che sta riscrivendo i confini tra la vita e la morte”), Sam Parnia descrive come provare a rianimare un soggetto dichiarato morto durante la fase del così detto “rigor mortis”. Secondo il dottore Parnia, così come secondo altri studiosi e ricercatori, il soggetto rimane “in vita” per un determinato periodo anche dopo la fine del battito cardiaco. In particolare, l’attività cerebrale sembrerebbe continuare anche se il cuore ha cessato di battere. In un altro libro, “Lazarus effect” (“Effetto Lazzaro”), lo stesso Sam Parnia spiega come sia possibile resuscitare un soggetto che sia stato dichiarato clinicamente morto, attraverso la tecnologia ECMO (Ossigenazione Extracorporea a Membrana) utilizzabile sin a sette ore dalla morte clinica del soggetto. Come spiega lo scienziato, questa tecnica consiste nel far raffreddare il corpo (ad esempio attraverso gel) così da ridurre l’attività metabolica delle cellule. Successivamente, il corpo viene collegato ad un ossigenatore a membrana, che riattiva la circolazione e l’ossigenazione del sangue. Quello del confine tra vita e morte è uno dei temi scientifici più avvincenti e misteriosi e sicuramente molto si continuerà a discutere in proposito anche nei prossimi anni.

Federica Fatale