Come parlare con un caro defunto

È sempre difficile accettare la morte di una persona cara.

La si vorrebbe tenere sempre vicino, abbracciarla e … parlare con il caro defunto.

La cosa che più manca a chi ha perso qualcuno è poter parlare come faceva prima con la persona ormai defunta. Come farlo? Ci sono diversi metodi, dai più coraggiosi ai più classici. Il primo metodo consiste nel mettersi rilassati, magari sdraiati o seduti su un letto, in solitudine. Sgombrare la mente, concentrarsi unicamente sull’immagine del defunto e fermarla nella propria mente, nitida e immobile. Una volta fatto questo, ad occhi chiusi basta pensare a una domanda, una frase, qualcosa con cui iniziare la conversazione. Se serve ripetere più volte la frase rimanendo concentrati sull’immagine del defunto che volete contattare. Quando sentirete arrivare, da un angolo remoto della vostra testa, un pensiero che siete sicuri non vi appartenga, allora sarete riusciti a contattare il defunto e avrete ottenuto risposta alla vostra domanda o frase. Attenzione a non perdere la concentrazione: se volete che la conversazione duri a lungo non lasciate che l’emozione vi domini facendovi distrarre e quindi perdere il contatto. Il secondo metodo è semplice, ma rischioso per alcuni versi. Dalla seduta spiritica all’utilizzo della tavola Ouiija è sempre bene non contattare i defunti in solitudine, perché insieme ai vostri parenti potreste attirare altre presenze indesiderate. La seduta spiritica, necessariamente condotta da un medium, ha il fine di mettere in contatto visivo e uditivo i vivi con i defunti, quindi se le condizioni saranno favorevoli avrete la possibilità di vedere e/o sentire con i vostri occhi e le vostre orecchie la persona defunta e parlarci. Se decidete di utilizzare la tavola Ouija non avrete la possibilità di un confronto diretto: infatti, lo strumento permette allo spirito evocato di comunicare esclusivamente indicando le lettere sul tabellone, i numeri o le risposte “sì” e “no”, senza parlare o manifestarsi fisicamente. Se usate questo metodo, ricordatevi di salutare sempre all’inizio e alla fine della seduta al fine di evitare che il defunto rimanga sospeso tra la nostra dimensione e la sua. Un ultimo metodo, il più classico, è quello di pregare: pregando ci si libera da un peso e, oltre che chiedere aiuto per noi e per i nostri cari (defunti o no) si può parlare liberamente con un caro defunto esprimendogli tutti i nostri sentimenti. Con questo metodo non è scontato ricevere risposte, o almeno non direttamente e non subito, ma può far sentire più leggeri e meno soli.

Benedetta Talluto