Colloquio di lavoro: “Hai figli?”. Non risponde e perde il posto

Una giovane ragazza si rifiuta di rispondere a delle domande sulla sua vita privata ad un colloquio e viene cacciata in malo modo.

Siamo obbligati a rispondere a tutte le domande che ci pongono ad un colloquio o possiamo rifiutarci?

Una giovane ragazza di 27 anni, Paola Filippini, ha voluto condividere la sua esperienza di un colloquio con gli utenti di Facebook.

La ragazza, giovane fotografa freelance, si è recata ad un colloquio di lavoro con una nota agenzia immobiliare di Mestre. Paola conosce tre lingue ed ha già esperienze nel settore turismo, per questo quando nota un annuncio in cui si cercava qualcuno che si occupasse dei check-in per gli affitti turistici, le sembra un’ottima occasione lavorativa per arrotondare il suo stipendio.

Una volta arrivata nell’ufficio del dirigente addetto al suo colloquio, viene salutata in malo modo. Le vengono fatte domande sulla sua età e sul suo percorso di studi. Paola risponde, ma si rifiuta di rispondere categoricamente a tre domande: Sei sposata? Convivi? Hai dei figli?

Paola si è quindi chiesta: perché tutto questo dovrebbe incidere sul mio lavoro? sono una donna capace di gestire la propria vita lavorativa e la propria vita privata, perché devo rispondere a delle domande così personali fatte da uno sconosciuto? Così decide di non rispondere.

L’uomo così le indica la porta e le chiede non proprio gentilmente di uscire. Alla domanda della ragazza del perché questa reazione, il dirigente risponde che in un colloquio si è tenuti a rispondere obbligatoriamente a tutte le domande. Ma anche ad un uomo vengono poste domande del genere? Come mai la vita privata di un uomo non è mai un ostacolo per la sua carriera?

Queste e tante domande ha posto Paola agli utenti di Facebook nel suo sfogo personale.

Siamo davvero tenuti a dover rispondere a domande così personali? O forse non sono per niente necessarie? Se una persona sceglie di concorrere per una posizione lavorativa è forse consapevole degli orari e dei giorni lavorativi e quindi di conseguenza, sa benissimo come gestire la propria vita privata anche in caso di matrimoni e figli senza doverlo dichiarare a dei perfetti sconosciuti. Quindi facciamo i complimenti a Paola per la sua reazione e le auguriamo di trovare presto il suo spazio lavorativo, lasciando stare magari le agenzie immobiliari.

Sabrina Piantadosi