Classifica 10 cause di morte più comuni in età romana

Grazie alle numerose iscrizioni funerarie rinvenute nei siti archeologici è possibile risalire alle cause di morte nella Roma Imperiale.

Gli epitaffi latini di epoca romana riportano molte informazioni sulla vita e sulla morte dei defunti, sulle loro cause di morte e sul dolore dei sopravvissuti per rendere partecipi i posteri.

Le moderne iscrizioni funerarie sono essenziali e “raccontano” molto poco della vita del caro estinto, a differenza degli epitaffi di epoca romana che seppur sinteticamente hanno lasciato ai posteri preziose informazioni sugli antenati e sulle loro cause di morte. Adda Gunnella, una studiosa francese, si è presa la briga di studiare le iscrizioni funebri che riportano le cause di morte più comuni in età romana; si viene così a scoprire che oltre alle morti accidentali (cadute, annegamenti, incidenti), gran parte delle morti in epoca romana erano di natura “violenta” o brutale (omicidi, guerre, rapine finite male, sortilegi) e, in particolar modo, morti avvenute per colpa dei medici e della loro inadeguatezza. La principale causa di morte nelle donne era il parto o le sue conseguenze per mancanza di igiene e di cure appropriate. Le cause di decesso per malattia, invece, vedevano al primo posto la malaria, nonché un’infinità di malattie oscure il cui comune denominatore era la febbre altissima.

Classifica delle 10 cause di morte più comuni in epoca romana:

  1. Veneficium: avvelenamento. In questa categoria rientrano tutte quelle morti attribuite anche a sortilegi e opere di magia rinvenute in numerosi epitaffi di epoca romana, tanto che in età repubblicana fu emanata la Lex Cornelia de sicariis et veneficiis che reprimeva duramente coloro che fabbricavano, somministravano o vendevano sostanze venefiche.
  2. Ignorantia medici: terapie infauste, cure sbagliate, operazioni fallite rendono la figura del medico in età romana molto poco amata, attribuendo agli errori dei medici, la fatale perdita dei familiari. Gli epitaffi riportano apertamente le accuse ai medici che hanno provocato il decesso, come la mors subita – morte improvvisa a 27 anni – di Euhelpistus quem medici secarunt et occiderunti. Facile trovare iscrizioni che iniziano con “per culpa curantium” oppure “medici male membra secarunt corpori”.
  3. Complicazioni del parto.
  4. Cattive condizioni igieniche.
  5. Malaria e altre malattie caratterizzate da “valida febre”, febbre violenta.
  6. Guerre e uccisioni civili a seguito di disordini;
  7. Annegamento;
  8. Incidenti sul lavoro;
  9. Omicidi;
  10. Cadute.

Annalisa Maurantonio