Cimitero dove è sepolto Rino Gaetano

La tomba di Rino Gaetano al cimitero del Verano di Roma è da sempre meta di turisti.

Il cantautore crotonese morì a seguito di un tragico incidente. Sepolto inizialmente al piccolo cimitero di Mentana, dopo qualche mese fu trasferito al Verano.

Chissà se dove si trova ora il “Cielo è sempre più blu”. Stiamo parlando di Rino Gaetano, morto a soli trent’anni il 2 giugno 1981 a seguito di un tragico incidente. La sua tomba al Verano a Roma è da sempre meta di fan e degli appassionati del cosiddetto turismo alternativo con visite alle tombe dei vip. Per la precisione le sue spoglie riposano al riquadro 119, piano terra nella cappella “V loculo”. Qualche anno fa, ignoti avrebbero profanato la sua tomba. Armati di attrezzi da carpentiere, dopo aver divelto il perno che fissava la lapide, avrebbero arraffato lo strumento che la sorella di Rino, Anna, aveva chiesto a un artista di far riprodurre. Prima di essere sepolto al cimitero del Verano, il cantautore venne inizialmente tumulato al piccolo camposanto di Mentana. La notte del tragico incidente, di ritorno da una serata trascorsa nei locali, fu colto da malore si accasciò sul volante della sua auto. Il mezzo invase la corsia opposta e finì la sua corsa contro un camion. Trasportato in coma al Policlinico Umberto I, per una sospetta frattura al cranio, il dottore di turno cercò invano di contattare altri ospedali attrezzati di un reparto di traumatologia cranica, ma invano: non vi era un solo posto disponibile. Il cantautore spirò dopo qualche ora. Rino Gaetano in qualche modo aveva previsto la sua morte. Profetiche infatti furono le parole della canzone scritta poco meno di un mese prima della sua scomparsa. Nella versione iniziale de “La Ballata di Renzo”, denominata “Quando Renzo morì io ero al bar” narrava la storia di un giovane morto in circostanze simili alle sue: “La strada era buia, s’andò al San Camillo e lì non l’accettarono forse per l’orario, si pregò tutti i santi ma s’andò al San Giovanni e lì non lo vollero per lo sciopero”.

Rossella Biasion