Chernobyl, orrore nucleare di una tragedia da evitare

Chernobyl, l’orrore nucleare di una tragedia che poteva essere evitata.

L’esplosione del reattore numero 4 dalla centrale nucleare ha seminato morte e devastazione.

Certi orrori non si possono dimenticare. E’ il caso dell’immane tragedia di Chernobyl. A quasi 30 anni dall’esplosione del reattore numero 4 della centrale nucleare, sono più che mai visibili ancora oggi le conseguenze della più grande devastazione nucleare della storia. Ben 336.000 persone immediatamente evacuate, la maggior parte delle quali non poterono più far ritorno alle loro abitazioni. Interi villaggi situati nei pressi della centrale esplosa, vennero sepolti dai bulldozer, ricoperti da uno spesso strato di terra e spianati dalle ruspe. Villaggi soppressi perché radioattivi. La nube raggiunse l’intera Europa e i paesi dell’America del nord. Era l’1.23 del 26 aprile 1986, quando il reattore numero 4 esplose. La deflagrazione avvenne nel corso di un test di sicurezza che sarebbe stato eseguito violando tutti i protocolli. Ingenti i danni contati all’epoca e quelli che permangono tuttora. Le radiazioni colpirono la popolazione, oltre al devastante impatto su flora e fauna. Secondo il rapporto ufficiale stilato dalle agenzie dell’Onu (Oms, Iaea, Unscear e altre), l’esplosione provocò 65 morti accertati, con una stima di 4000 decessi per leucemie e tumori nell’arco di 80 anni, che però non sarà possibile collegare direttamente alla tragedia. Dati contestati da Greenpeace e altre associazioni antinucleariste, che presentano una stima molto più alta di decessi, pari a 6 milioni nell’arco di 70 anni in tutto il mondo. Gli effetti devastanti delle radiazioni sono nei corpi deformati dalla contaminazione radioattiva che non ha risparmiato uomini e animali.

Rossella Biasion