Cause morte bianca neonati

Rimangono ancora misteriose le cause della morte bianca dei neonati.

Nonostante i numerosi studi scientifici, ad oggi non esistono spiegazioni per la morte improvvisa nei bambini.

Si tratta di una tra le esperienze più spiacevoli che si possano fare nella vita: una madre che perde un figlio per morte improvvisa, probabilmente non lo accetterà mai. La morte bianca che colpisce i neonati è un evento che può verificarsi nel primo anno di vita. Tutt’oggi, non esistono cause certe né metodi di prevenzione totalmente sicuri; si sa solo che, purtroppo, la morte bianca resta una tra le prime cause di morte di neonati sani.

Le autopsie effettuate sui corpicini dei neonati deceduti per morte improvvisa hanno tuttavia evidenziato alcuni fattori di rischio comuni. E’ emerso, infatti, che la più alta percentuale dei neonati vittime di morte bianca, si riferisce ad individui sotto i 5 mesi di età, di sesso maschile, nati in inverno e prematuri. E’ stato riscontrato anche che alcune abitudini possono risultare estremamente nocive: fumare in gravidanza e in seguito nelle vicinanze del bambino, coprire eccessivamente il neonato, temperature troppo alte in casa, lasciar dormire il neonato in una posizione non supina e nel letto coniugale. Queste indicazioni non rappresentano un vero antidoto contro la morte bianca, ma certamente diminuiscono le probabilità che il bambino ne venga colpito.

Alcuni medici americani hanno ipotizzato che le cause della morte in culla potrebbero risiedere in alcune anomalie cerebrali che altererebbero il normale funzionamento dell’organismo. Bisogna anche dire che quando avviene una presunta morte bianca, le circostanze del decesso devono essere analizzate scrupolosamente. Si è infatti verificato numerose volte, di scoprire che invece di morte in culla si trattava di infanticidio. Per ora, uno dei pochi dati certi, è che è stata esclusa una correlazione tra la morte bianca e la vaccinazione del neonato. Al contrario, anzi, vaccinare il bambino potrebbe essere un valido aiuto contro questa inspiegabile sindrome.

Fabiola Ernetti