Cause di morte volontari  in Africa

Fare il volontario oltre che gratificante per sé è fondamentale per le popolazioni che si aiutano.

Chi svolge volontariato in Africa sa che si potrebbero correre dei rischi seri nello svolgimento della propria attività a sostegno delle popolazioni locali.

Il volontariato è, da sempre, uno degli strumenti più efficaci per sostenere le popolazioni del mondo in difficoltà. Il volontariato – che sia di natura religiosa o laica – si fonda sui principi della solidarietà e sulla convinzione che se le popolazioni del mondo sottosviluppato vengono messe nelle condizioni di sfruttare le opportunità e i mezzi giusti per svilupparsi localmente si risolverebbero anche numerose piaghe sociali che colpiscono direttamente e indirettamente i Paesi sviluppati.

L’Africa è storicamente méta delle attenzioni dei Paesi sviluppati sia per interessi economici che per scopi benefici. Le missioni religiose in Africa sono innumerevoli, primeggiano per presenza i Francescani e i Salesiani, i quali da sempre sono intervenuti in Africa principalmente per aiutare le popolazioni locali in emergenza sanitaria e nutrizionale. Guerre etniche, terrorismo, equilibri politici precari, dittature sono le cause principali di morte violenta, malnutrizione, fame, carestie ed epidemie in Africa. I volontari che operano in Africa devono sapere che non sono esenti dal correre gli stessi rischi delle popolazioni che soccorrono. Pertanto, coloro che decidono di fare un’esperienza di volontariato in Africa – che sia negli ospedali, nelle missioni o come ricercatori nei siti archeologici o come assistenti alle guide turistiche – e indipendentemente dalla tipologia o dal settore di intervento possono mettere a rischio la propria vita. Le principali cause di morte dei volontari in Africa sono dovute a rapimenti per scopi estorsivi soprattutto nelle zone di guerra o con alto rischio di terrorismo, e malattie (non ultima i recenti casi di epidemia Ebola in Guinea , Liberia, Serra Leone e epidemie di malaria). Prima di partire come volontario, è fondamentale affidarsi a fondazioni, centri missionari, associazioni di dichiarata fama, nonché essere adeguatamente preparati per l’attività che si andrà a svolgere ed essere consapevoli delle dinamiche politiche e sociali del luogo in cui si presterà il servizio. Se si adottano tutte le precauzioni necessarie e salvo imprevisti, l’unico vero rischio di fare il volontariato in Africa è quello di morire di mal d’Africa, quella nostalgia struggente che permette a tanti volontari di svolgere la loro attività con autentica passione.

Annalisa Maurantonio