Cause di morte per bulimia

I disturbi della nutrizione sono tra le emergenze contemporanee che possono indurre alla morte.

Bulimia e anoressia non conoscono limiti di età o di sesso. Il fenomeno prevalentemente riscontrato tra le giovani donne è sempre più diffuso anche tra gli uomini, i bambini e gli adulti.

I disturbi dell’alimentazione sono un paradosso della società del benessere, frutto di un’interpretazione culturale erronea del rapporto con il cibo e della percezione di se stessi, motivo per cui i disturbi dell’alimentazione gravi quali anoressia e bulimia, sono annoverati tra i disturbi comportamentali di origini psichiatrica. Tendenzialmente questi disturbi sono curabili e sono rari i casi di morte per bulimia (1%) o per anoressia (10%), mentre è più frequente che si passi da un disturbo all’altro.

Il rischio di mortalità e le cause di morte per bulimia sono correlate alle complicanze della denutrizione con conseguenti disturbi cardiovascolari, metabolici e tendenza al suicidio. Nonostante gli studi siano ancora pochi e poco esaustivi, si è rilevato un aumento del rischio di mortalità da bulimia nervosa rispetto agli ultimi 25 anni, sebbene la morte resti l’esito meno usuale. Tra le altre problematiche che insorgono in questo disturbo alimentare si citano anche la disidratazione, l’aritmia cardiaca, l’abuso di lassativi/diuretici e l’ipopotassiemia. Quest’ultima si verifica nelle persone che perdono potassio a causa del vomito auto indotto o dell’uso di lassativi. L’ipopotassiemia è la principale causa delle aritmie cardiache che a loro volta sono la principale causa di morte nei disturbi dell’alimentazione, oltre che contribuire a ridurre la motilità gastrointestinale e indurre la miopatia. La mancanza di potassio può comportare gravi complicanze renali che se non sono adeguatamente curate si cronicizzano e possono richiedere la dialisi.

Annalisa Maurantonio