Casi famosi di pena di morte Settecento

Marito e moglie reali tra i casi più famosi di pena di morte nel Settecento.

Il re Luigi XVI di Francia e la regina consorte Maria Antonietta processati e decapitati a distanza di pochi mesi.

Il Settecento ha visto la decapitazione per condanna a morte di due personaggi che hanno fatto la storia: il re Luigi XVI di Francia e la regina consorte di Francia e di Navarra Maria Antonietta. Il loro matrimonio fu definito “politico” perché la giovane venne utilizzata dalla madre come pedina per rafforzare le nuova alleanza tra Austria e Francia, considerate all’epoca acerrime nemiche. Era il 10 agosto 1792 quando l’assalto alle Tuileries, sancì la caduta definitiva della monarchia francesce. Nell’azione morirono nobili e tutte le guardie del re che con coraggio rimasero fino all’ultimo a difendere la famiglia reale, ormai caduta in disgrazia. Dopo il traferimento all’antico monastero dei Templari, visto come ultima ancora di salvataggio, i sovrani vennero arrestati e rinchiusi in prigione. Qualche mese dopo ebbe inzio il processo a Luigi XVI, che fu condannato a morte. La ghigliottina mise fine alla sua vita il 21 gennaio 1793 a Parigi. Nei mesi successivi Maria Antonietta visse in isolamento al Tempio con la cognata Elisabetta e la figlia Maria Teresa. Successivamente il figlio Luigi Carlo, plagiato da un ciabattino analfabeta a cui era stata affidata la sua educazione, firmò una dichiarazione dove accusava apertamente la madre Maria Antonietta di averlo portato a praticare atti masturbatori e incestuosi. A questo punto la vedova di Luifi XVI, venne trasferita nella prigione della Conciergie. Nel frattempo giunsero copiose le petizioni che chiedevano la pena di morte per l’ex regina. Il 14 ottobre fu portata innanzi a un tribunale rivoluzionario e a fine processo condannata alla decapitazione per alto tradimento.

 

Rossella Biasion