Casi famosi di pena di morte Cinquecento

Molti casi famosi di persone condannate alla pena di morte nel Cinquecento sono legati alla monarchia inglese.

Due i casi più eclatanti: Anna Bolena e Catherine Howard entrambe moglie del re Enrico VIII di Inghilterra e giustiziate con l’accusa di alto tradimento.

I casi più famosi di pena di morte sentenziati nel cinquecento, sono soprattutto legati alla monarchia inglese. I due nomi che balzano subito all’occhio sono Anna Bolena e Catherine Howard, entrambe mogli di Enrico VIII d’Inghilterra. La prima sposò il re dopo aver vissuto non poche vicissitudini. Il loro relazione anche dopo il matrimonio fu molto tempestosa. Durante il suo breve regno, la donna si fece molti nemici a corte. Nell’aprile 1536 fu indagata per alto tradimento. Un mese dopo venne arrestata e trasportata alla Torre di Londra. Nello stesso periodo vennero processati tutti i suoi presunti amanti. Iniziò quindi il processo anche nei suoi confronti con l’accusa di alto tradimento, adulterio, incesto e stregoneria.

Anna Bolena negò tutto, ma inutilmente. Fu ritenuta colpevole e giustiziata dopo quattro giorni dalla fine del processo. Catherine Howard è conosciuta come la quinta moglie di Enrico VIII. Anche lei come Anna Bolena, sua cugina di primo grado, fu accusata di alto tradimento e di aver condotto una vita “abominevole, meschina e viziosa” prima e durante il matrimonio. Fu decapitata il 13 febbraio 1542. Anche Maria Stuarda, regina di Scozia e regina d’Inghilterra poi, ma solo per i legittimisti inglesi, fu giustiziata l’8 febbraio 1587. L’accusa era cospirazione. C’è anche un importante umanista e politico italiano, condannato alla pena capitale nel Cinquecento: è Pietro Carnesecchi, vittima della Controriforma. Come eretico recidivo fu giustiziato per l’applicazione del “debito castigo”. Si recò al patibolo vestito di tutto punto come se dovesse andare a una festa. Venne prima decapitato poi bruciato.

Rossella Biasion