Casi di pena di morte per lapidazione

In alcuni paesi islamici viene eseguita ancora la pena di morte per lapidazione.

Le vittime di questa brutale condanna quasi sempre sono delle donne.

Con il termine lapidazione si intende l’esecuzione della pena di morte tramite il lancio di pietre. Questo è sicuramente il metodo più antico per punire reati come l’omicidio, la prostituzione e in molti paesi l’adulterio. A questa esecuzione di solito partecipa la folla e i parenti delle vittime di questi reati e con l’utilizzo di pietre di medie dimensioni si uccide il condannato. Questo tipo di pena capitale, di solito avviene nei paesi islamici come Arabia Saudita, Nigeria, Emirati Arabi, Afghanistan, Pakistan, Yemen. Nella maggior parte dei casi di lapidazione nella storia recente, la pena è stata inflitta da corti islamiche non ufficiali agendo secondo quest’ultime, sulla base delle leggi del Corano. Molti sono stati nel corso degli anni, i casi di cronaca che vedevano condannate in particolare le donne, alla pena di morte per lapidazione. Ricordiamo il caso della giovane Katya Koren, colpevole secondo i suoi tre assassini, di essere troppo bella e di aver partecipato ad alcuni concorsi di bellezza. I tre ragazzi colpevoli dell’omicidio, hanno sfigurato e successivamente ucciso Katya e non si sono mai pentiti dell’accaduto. Risale al 2006 la triste vicenda di Sakineh Mohammadi Ashtiani, accusata dell’omicidio del marito. La povera donna in realtà si era difesa dalla brutalità del marito tossicodipendente che la torturava e la costringeva a prostituirsi per racimolare i soldi per la droga. Tutto il mondo si è opposto alla sentenza che prevedeva la morte tramite lapidazione della donna, che si è comunque dichiarata colpevole di omicidio e di adulterio e dopo anni di manifestazioni di piazza in tutto il mondo, nel 2014 la pena è stata finalmente sospesa. In Pakistan ogni anno tante donne vengono accusate di reati inesistenti e vengono uccise tramite lapidazione. Prendono il nome di “delitti d’onore” e la cosa più terribile è che spesso sono commessi dai parenti di queste povere ragazze. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, chi commette questi reati contro le donne non viene condannato.

Sabrina Piantadosi