Casi di morti che scoppiano

E’ vero che i morti scoppiano?

Cosa succede al corpo dopo la morte? Esistono casi di morti scoppiati?

Dopo la morte il nostro corpo subisce numerose trasformazioni e che spesso portano anche a conseguenze poco piacevoli. Già dopo qualche ora il cuore ha smesso di pompare sangue, il respiro si è bloccato, vengono a mancare i riflessi pupillari. Col trascorrere del tempo si abbassa la temperatura corporea e si verifica ciò che viene chiamato “rigor mortis” ovvero l’irrigidimento della muscolatura. Le trasformazioni avvengono anche all’interno del corpo dove reagiscono sia i tessuti, per effetto dell’autolisi che letteralmente autodistrugge i tessuti, che i liquidi. Tutto ciò precede la vera e propria putrefazione e decomposizione dei morti, che può variare a seconda dell’influenza di vari fattori: temperatura, stato del corpo, umidità, ventilazione, ecc.

Talvolta il rilascio dei gas emessi dai cadaveri può portare ad un rigonfiamento degli stessi fino a provocarne lo scoppio, rilasciando liquidi organici. Ciò dipende sia dalle condizioni del cadavere che dalle condizioni della bara e del luogo di sepoltura. Nel 2013, per esempio, presso il cimitero di Maddaloni, in provincia di Caserta, sono stati segnalati numerosissimi casi di morti scoppiati e bare esplose con conseguente fuoriuscita di liquami. La cosa non solo ha sconcertato il paese ma ha recato un ulteriore momento di dolore per i parenti che non sono riusciti a dare la pace meritata ai propri cari. Lo stesso è avvenuto anche nei cimiteri di Valdagno, in provincia di Vicenza, e in quello di Cavolano dove hanno attribuito la ragione di tali fenomeni alla scarsa qualità delle bare dove erano stati seppelliti i morti.

 Rachele Baglieri