Aumento dei salari, in Cina Robot al posto dei lavoratori

Addio ai dipendenti cinesi, un robot sostituisce 8 lavoratori.

I dipendenti cinesi costano troppo, e sono introvabili, occorrerebbe quindi spedirne un paio indietro dall’Italia!

Tuttavia, il piano per sostituire la forza lavoro nel mondo asiatico è iniziato da tempo, e mira a ridurre le risorse umane attraverso l’impiego di Robot, complice il rallentamento della crescita interna, l’aumento degli stipendi e la diminuzione della popolazione attiva.

Eliminati quindi alla radice i problemi dei ritardi, delle malattie, delle ferie e delle morti bianche! Morti che in Cina sono più che altro leggende! Qualcuno ha mai partecipato ad un funerale cinese?

La prima provincia cinese a robotizzarsi è Guangdong, con un piano di sterminio virtuale del lavoratore senziente, denominato “Robot replace human”. La rottamazione prosegue nella Changying Precision Technology Company, ditta di componenti per telefoni cellulari nella città di Dongguan. I dipendenti in carne ed ossa caleranno a 20 unità nel prossimo futuro! Ad assicurarlo è il manager della società. Così la produzione passerà per l’80% in mano ai robot nel 2017, con il reclutamento di altri 400 automi – precisa il presidente, Chen Quixing. Ci vorrà, invece, un altro paio d’anni per sostituire il presidente con un robot in giacca e cravatta, il tempo di scegliere la tinta giusta, cosa che per i cinesi non è cosa semplice!

A rafforzare la spinta meccanica dell’intero settore industriale della Cina sono i dati sempre più che positivi forniti dal Quotidiano del popolo (prossimo a diventare il Quotidiano Robotico, viste le future prospettive occupazionali pari a zero per il solerte popolo con gli occhi a mandorla). I numeri dalla stampa nazionale rimarcano l’efficienza dei nuovi “dipendenti di ferro” con una diminuzione di prodotti difettosi – dal 25% a meno del 5% – ed un corrispondente aumento di produzione – dai 8 mila ai 21 mila pezzi al mese.

Un’inondazione di made in china di cui francamente nessuno ne sentiva d’esigenza!

Eppure anche gli asiatici soffrono, con una popolazione di oltre 1,35 miliardi di persone, un Pil nel 2014 al livello più basso negli ultimi 24 anni, un calo della popolazione attiva in età lavorativa a soli 3,7 milioni di individui nel biennio 2013-2014, e un aumento considerevole degli stipendi. I cinesi hanno seriamente rallentato il passo!

Soluzione a breve termine? Aumentare la densità robotica dell’intera nazione, doppiando il primato mondiale delle vendite di robot industriali.

Scelte politiche ancora più stravaganti di quelle nostrane. Infatti, nel Bel Paese si punta alla riduzione di spese, al contrastare l’evasione e alla liberalizzazione del mercato del lavoro – con un Pil in recessione al -0,5% – invece che alla super potenza cinese con l’impiego di Mazinga Zeta!

In attesa di conoscere il dipendente del mese, alla Changying Precision Technology Company, corriamo nel primo Maxi Cina all’angolo, per toccare con mano, ancora per poco, gli ultimi esemplari “umani” Made in RPC!

Maria Serrapica