Argentina, i crimini efferati di Cayetano Santos

Argentina: i crimini efferati di Cayetano Santos: le sue vittime tutti bambini.

Figlio di immigrati calabresi, Cayetano Santos fu il criminale più crudele della storia dell’Argentina

Terrorizzò l’Argentina con il soprannome di “il piccolo orecchiuto”. Stiamo parlando di Cayetano Santos, il più crudele criminale che questo Paese abbia mai conosciuto. Nato nel 1896 da Fiore Gordino e Lucia Ruffo, immigrati calabresi, Cayetano Santos fin da piccolo mostrò un carattere problematico, dal quale emersero morbose fantasie sessuali. E fu proprio questa sua fissazione a portarlo a compiere un numero incredibili di omicidi con violenze inaudite sulle vittime. Aveva solo sette anni quando attirò con l’inganno Miguel de Paoli, di nemmeno due anni. Dopo averlo picchiato a sangue lo abbandonò su un cumulo di arbusti spinosi. L’anno successivo fu la volta di Ana Neri, 18 mesi, portata in un luogo isolato e colpita ripetutamente alla testa con una pietra. Dopo un anno Cayetano Santos cercò di strangolare una bimba di due anni, ma ci ripensò. La seppellì e il suo corpicino non fu mai ritrovato. Un’altra vittima del criminale argentino fu Severino Gonzales Calò, di due anni, morto annegato in un abbeveratoio. Qualche giorno più tardi bruciò le palpebre con una sigaretta a Julio Botte, 22 mesi. Fu poi la volta di Arturo Laurora, 13 anni, parzialmente denudato, dopo essere stato picchiato selvaggiamente venne strangolato. L’ultima vittima fu Gerardo Giordano di tre anni. Dopo averlo adescato con delle caramelle, si fece seguire fino a una fornace di mattoni. Invitato a entrare, il bimbo si mise a piangere e per tutta risposta Cayetano lo trascinò all’interno e lo colpì con forza al volto. Non contento mise il ginocchio destro sul petto del piccolo, si tolse la cintura e gliela arrotolò per 13 giri intorno al collo. La vittima cercò di alzarsi, ma il criminale gli legò mani e piedi. Nonostante l’efferatezza, il bimbo cercò nuovamente di liberarsi. A questo punto Cayetano uscì dalla fornace alla ricerca di un chiodo. Qui incontrò il padre della vittima che stava cercando il figlio e come se nulla fosse, gli suggerì di andare al commissariato. Trovato un martello e un chiodo, lo conficcò nella testa del povero bambino. Una volta arrestato, confessò quattro omicidi. Morì a 48 anni in carcere, ma al momento di rimuovere le sue spoglie al cimitero, le ossa non vennero mai trovate.

Rossella Biasion