Abolizione del finanziamento pubblico all’editoria

C’era da aspettarselo, è al vaglio della camera dei deputati l’abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria.

In un Paese dove tutto è ormai insensato, perchè non aspettarsi un bel taglio alla nostra libertà di stampa.

Per ora è solo una proposta, ma se dovesse andare in porto tutti coloro che lavorano all’ editoria, per darci informazioni quotidiane e per fornire ai nostri figli splendidi libri, che arricchiscono la nostra cultura, ne sarebbero gravemente colpiti. Prospettano l’ipotesi di finanziare le imprese che promuovano l’innovazione tecnologica e digitale. Internet è un potente mezzo di comunicazione e di informazione, ma noi siamo disposti a perdere il vecchio libro da sfogliare, con le foto da commentare ai bambini, il quotidiano da leggere nei momenti di relax o il giornale da sfogliare sotto l’ombrellone? Vogliono limitare la nostra conoscenza, il nostro sapere; d’altronde è riconosciuto che i popoli culturalmente ignoranti sono i più semplici da gestire. Ciò che non si conosce non si teme, ed ultimamente stanno venendo a galla situazioni vergognose ed imbarazzanti per chi ci governa. Sprechi di denaro pubblico, abuso di risorse comuni, stipendi spropositati e pensioni da vergogna. Proponiamo noi un taglio netto al loro modo scriteriato di governarci. Tagliate le mega pensioni che vanno da 25.000,00 Euro in su, ed il diritto di successioni ad eredi infiniti delle stesse, e sostenete gli investimenti delle imprese editoriali. Spero con tutto il cuore che chi ha proposto questo si ravveda ed usi le proprie energie per proposte di legge che abbiano un’utilità per la crescita del nostro Paese.

Linda Morellato